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Così come non possono entrare in classe, ugualmente non possono entrare in DAD. Anche se non fanno niente, la loro stessa presenza è una violazione di legge.
Se poi un genitore si lamenta col dirigente per qualcosa che ha ascoltato in DAD, il dirigente deve informarlo delle sue violazioni e non tenere conto di quanto lamenta.
L’essere in DAD non invitato è un reato informatico (c’è un articolo di legge specifico) con abuso nell’accesso al sistema, reato di diffusione dei codici e violazione delle comunicazioni telematiche.
Dunque, o presidi, andate a caccia di questi codici di legge, che esistono forti e chiari, e con tale decalogo armati garantite la serenità didattica ai vostri studenti.
La registrazione poi di quanto avviene in DAD da parte di un genitore costituisce un aggravante nella violazione delle precedenti norme. Informateli con circolari chiare e se vi sono trasgressioni potete comminare, intanto, una sanzione immediata : si toglie un punto di condotta al loro iperprotetto pargolo, prima di provvedere in altri più specifici modi.
Se troppa famiglia fa male, a scuola è letale.
Conosco dirigenti (molto amati) che quelle leggi sanno fare rispettare, con gentilezza e fermezza.
Conosco mamme che, per lasciare libera la casa ai figli in DAD, hanno ripreso attività e hobby propri: invece del godimento improprio di sgrufolare nella vita del figlio, si sono concesse godimenti propri (compresi quelli di allacciare o riallacciare relazioni amantifere).
Un Evviva a queste mamme!

Riflessioni Brevi

C’è una moda che si sta diffondendo ed è quella di trasformare i bambini in cartoni animati.
Così li reifichiamo. Non trasformiamo i nostri bambini in pupazzetti, lasciamo che i personaggi delle illustrazioni, proprio grazie alla loro diversità da loro, possano raccontargli qualcosa. L’identificazione non è mai cosificazione, appiattimento. Ci deve essere una certa distanza tra il soggetto e l’oggetto di identificazione, altrimenti è spoliazione di sé.
I cartoni rappresentano alcune parti dei bambini e anche altri aspetti non ancora sviluppati. È a questo che servono. A uscire da sé e dal loro piccolo mondo. Il bambino che si vede oggettificato in una storia che non ha scelto è incastrato lì dentro e non ha più possibilità di proiezione fantasmatica. 
Inoltre, in questi fumetti familiari, l’anima inquietante che fa di una storia, una storia per bambini, é occultata. Come diceva Maurice Sendak “i bambini lo sanno che molto probabilmente matrigna vuol dire madre e che la parola matrigna è lì per evitare di far spaventare i grandi.” Anche questi fumetti son lì per rassicurare i genitori, ma senza divertire i bambini.




Riflessioni Brevi