Autore: <span class="vcard">Laura Pigozzi</span>

1ab99bf8-1af1-11e9-9c2a-6888d5032d88_wpnx-31830_primafoto-ky9c-u107071042636830-1024x576lastampa-itA Firenze una piccola libreria, di appena 35 mq, si è inventata un ingegnoso modo di sopravvivere: corredare ogni libro di un bugiardino con prescrizioni, controindicazioni e effetti collaterali. Ingegnoso perché in questo modo ha fatto parlare di sé, ripagandosi un po’ dell’enorme lavoro di catalogazione. L’idea ha colpito perché, come ognuno sa – almeno dall’adolescenza in poi – un certo libro può aver avuto il potere di alleviare nostre le pene. E’ qualcosa che ogni lettore conosce. Per ogni lettore, c’è stato almeno un libro nella vita che gli ha parlato intimamente e gli ha procurato un vero transfert.  Per questo motivo, ciò che spero per questa impresa – il cui catalogo sarà tra poco on line e consultabile, come già per i farmaci – è che non si confonda il modo proprio in cui esattamente quel libro ha innestato in quel soggetto un processo di cambiamento, con una cura che non si può dare in forma generalizzata. Al di là dell’apprezzabile tentativo della libraia, bisogna sottolineare che se un libro giustamente è apprezzato da molti, non su tutti produce gli stessi effetti. C’è una soggettività che reagisce in maniera diversa. Fare – di un farmaco, come di un libro – una medicina generale, che va bene per tutti quelli con lo stesso “sintomo”, non sembra una buona idea. Perché? Perché ci perdiamo la varietà con cui  un singolo libro agisce in ciascuno, con cui ci inizia a un dialogo particolarizzato. La farmacia di oggi è uno “spaccio” per un’umanità dolente che viene ammassata e oggettivata sotto poche decine di sintomi. Un mal di pancia in un bambino, tanto per dire fare l’esempio più semplice, ha un significato diverso da quello di un altro bambino e, pertanto, si curerà in maniera particolareggiata non massificata. La sua mamma e il suo papà avranno  il compito di capire cosa significa quel male, cosa sta urlando il corpo del loro figlio, cosa gli è stato indigesto. Piuttosto che ampliare questo tipo di approccio generalizzato, dobbiamo limitarlo perché non fa che dire della nostra attuale incapacità di pensare il sintomo. Non è una buona operazione estendere una metodologia tanto pedestre anche ai libri che costituiscono, almeno quelli buoni, un modo per restare umani, cioè soggetti in connessione. Se la cura funziona è proprio perché è particolarizzata su ciascuno e non generalizzata su un sintomo pensato come segno comportamentale, isolato ed eretto a categoria. Per ognuno non c’è IL mal d’amore o LA mancata maternità, ma c’è quel dolore declinato sulla propria storia. E certamente la propria storia viene raccontata anche in relazione a quanto un libro o un film ci suggerisce, ma ad ognuno di noi. La stanza d’analisi, infatti, è piena di associazioni che il racconto di un libro (o di un film) rischiara. E che un orecchio deve accogliere.
#restiamoumani

lp

 

Per l’articolo cui ho tratto la notizia:

https://www.lastampa.it/2019/01/18/societa/piccola-farmacia-letteraria-a-firenze-ci-si-cura-con-i-libri-ilg4OaDLzrjTsg3l61bK5J/pagina.html

Riflessioni Brevi

47001989_509La Corte europea dei diritti umani ha condannato una coppia in Germania che si era rifiutata di mandare i figli a scuola e che praticava la homeschooling, cioè la scuola fatta dai genitori. Questa pratica non è ammessa in Germania ma è consentita nel paese d’origine della coppia, gli Stati Uniti, anche perché allevia il disagio delle grandi distanze casa- scuola, presenti in molte aree del paese. Le autorità tedesche hanno giudicato che i ragazzi non erano sufficientemente istruiti e socializzati, vivevano isolati in famiglia, senza contatti col mondo.
E’ innegabile che bambini e i ragazzi hanno bisogno di crescere e studiare coi loro pari. La homeschooling è una pratica contro la polis e il collettivo. Se non ci sono motivi stringenti, praticarla non aiuta a dialogare con le differenze che gli altri sono. Impedisce cioè di sviluppare la competenza più importante per la sopravvivenza, non solo mentale e psichica, dei nostri discendenti: il saperci fare con le differenze. Questi genitori (#plusmaterno) si comportano come se potessero occupare anche tutto il futuro dei loro figli. Invece c’è un dopo-di-loro: si chiama mondo e inizia, al più tardi, ai sei mesi di vita del bambino.
lp

 
Per la lettura della storia:

https://m.dw.com/en/european-court-rules-against-german-homeschooling-family/a-47021333

Riflessioni Brevi

Medardo downloadRosso, un genio.
Modellò madri e figli ancora circondati dall’informe della materia. Aveva capito che la difficoltà di nascere per molti non finisce mai. 
Aetas
aurea raffigura il bacio della madre sulla guancia del suo bambino. La bocca della madre è un impasto unico con la gota del piccolo e le linee del suo viso non sono ben definite, a differenza di quelle del bambino. Mentre viene baciato, il piccolo ha una smorfia d’orrore, teme del bacio cannibalico della genitrice

rev120581-oriI critici pensano che il gruppo rappresenti la moglie, da cui lo sculture si separa verso i trent’anni, e che il bambino sia l’amatissimo figlio di Medardo, Francesco, che assiste il padre morente e di cui poi curerà le opere.

 

 

 

Il bacio della madre è qualcosa che ha perturbato molti artisti.

 lp

Riflessioni Brevi

Natale e Capodanno sono l’epoca degli auguri e, tra quelli che girano sui social, questo è quello di una madre ai suoi figli. Non mi ha stupito, perché conferma un certo sentimento attuale di essere madre. Se essere madre è un lavoro a termine – prima o poi la madre deve diventare un po’ inutile – l’augurio di questa madre va in senso contrario. Non solo augura ai suoi figli di aver sempre bisogno di lei, ma quel vorrei essere tutto quello di cui avrete bisogno, li destina a svilire la domanda che potrebbero rivolgere a un terzo, a un padre, a un insegnante, a un amico o persino a un prete. Lei è già tutto questo e molto altro ancora. L’augurio, con quell’avrete, riguarda il futuro. Destina i figli a una vita claustrofilica, votata al chiuso, come rafforzativamente indica il disegno della famiglia-utero, a sostegno del messaggio. Ora, se la famiglia può avere una chance di essere amata nel corso della vita di un individuo, è proprio perché si apre, lascia andare chi è nato nel suo seno, si fa mancare un po’. Al contrario accade che, come per ogni amore, nell’esaustività dell’essere uno-tutto-per-l’altro, troverà la sua tomba.

(Esaustività, etimologia: dal latino exhaustus, participio passato di exhaurire cioè “esaurire”)

lp

 

Riflessioni Brevi

42059568_10205192675213166_5535340455081803776_n“L’amore per la letteratura, per il linguaggio, per il mistero della mente e del cuore che si rivelano in quella minuta, strana e imprevedibile combinazione di lettere e parole, di neri e gelidi caratteri stampati sulla carta, l’amore che aveva sempre nascosto come se fosse illecito e pericoloso, cominciò a esprimersi dapprima in modo incerto, poi con coraggio sempre maggiore. Infine con orgoglio.” (J.Williams, Stoner)

 

Scritto in America nel 1965 è stato definito dal New Yorker come «il più grande romanzo americano di cui non avete mai sentito parlare». Alla sua pubblicazione vendette solo 2000 copie e fu riscoperto in Europa nel 2012 diventando un bestseller. Peccato che l’autore – alla cui vita s’inspira – non lo seppe mai perché morì prima.
Stoner è un anti-eroe americano, dignitoso, intelligente, garbato e fine. La bella storia di un uomo che ama con passione la letteratura, il suo mestiere.  Il senso di un lavoro che si ama è racchiuso in questo gioiello.
Il libro è anche un’interrogazione sul potere, sul ‘che fare’ quando si è ridotti all’impotenza da colleghi potenti che ti odiano e da una moglie che ti sottrae la figlia con una manovra di apparente amore e premura contro la quale non si può che essere impotenti.
In un’epoca in cui il potere è del più forte, di chi strepita, di chi si muove con un’astuta ambizione, spesso feroce e primitiva, questo è un romanzo sull’impotenza eroica e sulla presa in carico delle impossibilità della vita. Esse esistono, costituiscono i limiti della nostra esperienza, dentro i quali possiamo però giocare una degna partita.
Lui, Stoner, ama. I suoi persecutori, Lomax e Edith, invece, non conoscono l’amore.

Un libro così sfaccettato, non scontato, mobile e, nello stesso tempo, chirurgicamente preciso.

 lp

 

Riflessioni Brevi

Contravvenendo alla categoria “Riflessioni brevi” in cui è inserita, ecco il video della conferenza tenuta a Novara il 25 novembre 2018 con: Laura Pigozzi, il pm del tribunale dei minori Annamaria Fiorillo e lo psicoterapeuta Leopoldo Grosso fondatore del Gruppo Abele.

 

Riflessioni Brevi

48425963_10217829659841629_1668193743334801408_nDomenica mattina al Virgilio, Milano. Resti della festa itinerante che si tiene il sabato sera davanti alle scuole cittadine.
Il concetto di “festa itinerante” sembrerebbe indicare che ci sia un movimento di giovani che organizza incontri, che finalmente i ragazzi escano insieme a riprendersi la città.
Ma la mancanza di abitudine alla cura delle cose, del proprio ambiente e anche della propria stanza produce, non una riappropriazione della città, ma uno scempio di quei luoghi di risveglio che dovrebbero essere le scuole. Colpisce la convivenza di simboli di civiltà come le bici free del Comune di Milano con la barbarie dello sfacelo di muri e marciapiedi.
La tristezza di queste immagini proviene, per me, dal fatto che, guardandole, non ti immagini che i ragazzi si siano divertiti, prima di lasciare tutta questa spazzatura. Anzi, queste tracce – in fondo banali e dettate più dall’incuria che dalla ribellione – marcano una desolazione che addirittura potrebbe precedere la festa, desolazione che la accompagna e che, fatalmente, la segue.
Noi andavamo al parco Lambro e non è che ne lasciassimo immacolati i prati, no davvero, eppure c’era vita che circolava, certo mischiata anche alla morte, come sempre accade quando c’è vita. Non è un ragionamento di confronto tra generazioni, ovviamente, ma ci interessa ciò che sta cambiando, e cioè, come è cambiato il funzionamento psichico del soggetto. Lo psichismo non è isolato. Il sintomo è politico. Quindi non si tratta di dire che una generazione è migliore di un’altra ma si tratta di cogliere  un cambiamento strutturale, psichico e sociale.
La desolazione oggi è una categoria umana dominante, che vota all’immobilità politica. Niente cambia. E la faccia mortifera del godimento è proprio quella che non produce nulla, quella in cui si sprofonda, quella che ti fa tirare calci a un altro ragazzo inerme (come mostrano i video di quella sera). Il patto sociale nasce perché picchiare un altro o torturarlo, o aggredirlo o ucciderlo può essere, come scriveva Thomas Mann, “delizioso, ma aver ucciso è tremendo.” E’ per sfuggire al godimento abissale che l’uomo fonda civiltà.

lp

 

Foto di @elisabettabucciarelli

video: http://www.milanotoday.it/video/rissa-degrado-movida-piazza-ascolti.html

 

 

 

Riflessioni Brevi

img_9640Da Freud a Orwell, passando per Sfera Ebbasta: i più acquistati dai 18enni  con il Bonus Cultura
Fatta la dovuta e inaggirabile (almeno al momento) tara di SferaEbbasta, mi pare che il risultato di un Freud “saldamente al primo posto” con l’Interpretazione dei sogni, e che si tiene altrettanto saldamente all’ottavo con Ossessioni, fobie e paranoia, sia formidabile. Puntiamo su questi diciottenni. Il risultato mi pare insperato.
Ps. Mi ricordo, appena laureata,  tenevo un corso sull’Interpretazione dei sogni di Freud a un gruppo di studenti come ora alternativa alla religione. Era un istituto tecnico, di quelli in periferia a Milano, zona parco Lambro, non so se avete presente. Bene, questi ragazzetti, perlopiù maschi, arrivavano da differenti classi e età, ma facevano gruppo ed erano animati animati da una curiosità senza fine, raccontavano i loro sogni, e se li interpretavano tra loro  in base a quanto andavano via via leggendo. Io li seguivo col sorriso sul cuore. Fu un anno bello

lp

 

Riflessioni Brevi

 

img_8183Per Freud la suzione voluttuosa del neonato è il primo stadio della sessualità infantile. “Il succhiare con delizia è collegato a un completo assorbimento dell’attenzione, e produce o l’assopimento o anche una reazione motoria, una specie di orgasmo” (Freud, 1905)
E’ una osservazione che andrebbe affissa nei reparti maternità di ogni ospedale, per segnalare come stanno le cose, per aiutare le madri a capire cosa c’è in gioco nell’allattamento, a protrarlo quanto necessario, senza costruirvi sopra deliri immaginari che non tengono sufficientemente conto della vita del corpo del bambino (e della madre). I bambini non sono angioletti, ma nodi pulsionali.
Non aggiungo altri commenti se non che io, in “Mio figlio mi adora” – un libro giudicato urticante – sono stata più lieve di Freud, eppure qualcuno si è risentito.

img_8147

 

 

Quadro di Eugéne Carrière in mostra all’esposizione “Freud. Dallo sguardo all’ascolto”. Musée d’arte et d’histoire du judaïsme di Parigi, fino al 10 febbraio 2019

 

 

 

 

lp

Riflessioni Brevi

whatsapp-image-2018-12-20-at-08-34-27La pubblicità racconta dove una società sta andando. La pubblicità della Conad per il   Natale ci dice che stiamo andando in luoghi infidi.  Con uno slancio strappa-cuore-di-mamma – cioè che mira al cuore della responsabile acquisti – invita, surrettiziamente, a riempire di prodotti Conad le valige dei figli in partenza per fare i camerieri a Londra (mica tutti i nostri ragazzi sono cervelli in fuga, no?).   Surrettizziamente perché parla soprattutto delle valige in cui l’amore di mamma non ci sta (e “per fortuna nessuna valigia può contenere l’amore di mamma” commenta il mio amico e collega Fabio Galimberti che mi ha girato l’immagine). Nella pubblicità Conad leggiamo:  “Non lasciamo che i nostri ragazzi ci lascino”: ecco un plusmaterno …..da supermercato!
Conad per volumi di fatturato ha superato Coop. Il che ci dice precisamente che il plusmaterno è un serio alleato del capitalismo.

lp

Riflessioni Brevi