Dopo la “festa” del sabato sera

48425963_10217829659841629_1668193743334801408_nDomenica mattina al Virgilio, Milano. Resti della festa itinerante che si tiene il sabato sera davanti alle scuole cittadine.
Il concetto di “festa itinerante” sembrerebbe indicare che ci sia un movimento di giovani che organizza incontri, che finalmente i ragazzi escano insieme a riprendersi la città.
Ma la mancanza di abitudine alla cura delle cose, del proprio ambiente e anche della propria stanza produce, non una riappropriazione della città, ma uno scempio di quei luoghi di risveglio che dovrebbero essere le scuole. Colpisce la convivenza di simboli di civiltà come le bici free del Comune di Milano con la barbarie dello sfacelo di muri e marciapiedi.
La tristezza di queste immagini proviene, per me, dal fatto che, guardandole, non ti immagini che i ragazzi si siano divertiti, prima di lasciare tutta questa spazzatura. Anzi, queste tracce – in fondo banali e dettate più dall’incuria che dalla ribellione – marcano una desolazione che addirittura potrebbe precedere la festa, desolazione che la accompagna e che, fatalmente, la segue.
Noi andavamo al parco Lambro e non è che ne lasciassimo immacolati i prati, no davvero, eppure c’era vita che circolava, certo mischiata anche alla morte, come sempre accade quando c’è vita. Non è un ragionamento di confronto tra generazioni, ovviamente, ma ci interessa ciò che sta cambiando, e cioè, come è cambiato il funzionamento psichico del soggetto. Lo psichismo non è isolato. Il sintomo è politico. Quindi non si tratta di dire che una generazione è migliore di un’altra ma si tratta di cogliere  un cambiamento strutturale, psichico e sociale.
La desolazione oggi è una categoria umana dominante, che vota all’immobilità politica. Niente cambia. E la faccia mortifera del godimento è proprio quella che non produce nulla, quella in cui si sprofonda, quella che ti fa tirare calci a un altro ragazzo inerme (come mostrano i video di quella sera). Il patto sociale nasce perché picchiare un altro o torturarlo, o aggredirlo o ucciderlo può essere, come scriveva Thomas Mann, “delizioso, ma aver ucciso è tremendo.” E’ per sfuggire al godimento abissale che l’uomo fonda civiltà.

 

Foto di @elisabettabucciarelli

video: http://www.milanotoday.it/video/rissa-degrado-movida-piazza-ascolti.html