Pubblicazioni

E’ uscito il nuovo libro di Laura Pigozzi “Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello”, Edizioni nottetempo.

Sinossi:
I modelli familiari che ci circondano sembrerebbero essersi ampliati e dinamizzati, mettendo in questione il principio stesso della famiglia “naturale” e mostrandone il carattere ideologico. Eppure, a un’analisi piú profonda, anche dietro le famiglie ricostituite, allargate, monogenitoriali e omogenitoriali si rivela un’allarmante immagine della famiglia concepita e custodita come nido inclusivo ed esclusivo: un Uno chiuso in sé che, come una sorta di corpo uterino, ritiene di contenere tutto ciò di cui i suoi membri hanno bisogno. Cedendo all’attrazione del legame “claustrofilico” con i figli e alla sua modalità simbiotica e autoappagante, il mondo viene risucchiato all’interno della famiglia, dimenticando che la crescita è fatta anche di opposizioni, affrancamento, dissonanze, negoziazioni con l’esterno – con l’Altro. In questo testo acuto e provocatorio, Laura Pigozzi infrange la retorica asfittica della famiglia all inclusive e quella di un certo tipo di maternità e genitorialità che circolano in modo pervasivo, mostrando come “la vera filiazione è aver ricevuto dai propri genitori la possibilità di lasciarli” – se è vero, come dice Hannah Arendt, che “gli esseri umani sono nati per incominciare”.

“Le famiglie inclusive perdono e fanno perdere il mondo come orizzonte: si imbarbariscono. Si tratta di un modello familiare fondato sull’immediata affettività piú che sull’eticità, sull’utero piuttosto che sul mondo, sul legame biologico piuttosto che su quello sociale. Uno stile familiare che genera abitudine e dipendenza, piú che amore”. 

“Ho scritto questo libro per i ragazzi – anche i ‘miei’ – che hanno la necessità biologica, psichica ed etica di sopravvivere al troppo amore dei genitori”.

 

Recensioni:

Il Foglio
Libreria San Marco (Venezia)
Donna Moderna
Italia Oggi
La 27ema ora blog del Corriere della Sera

 

 

 

CoverChièlapiùcattivaSegnalo la traduzione francese, per i tipi di Albin Michel, del libro “Chi è la più cattiva del reame?”, testo che riconsidera gli enigmi della trasmissione del femminile e le vicende de

fb0h_QUIESTMECHANTEPigozzi_3ll’Edipo quando il desiderio del padre cambia di destinazione e la madre coesiste con un’altra figura di maternage, la matrigna. Situazione storicamente inedita che pone nuovi nuclei tematici alla teoria psicoanalitica.
Dalla prefazione francese di Jean Pierre Winter:
La forza di questo libro è mostrare che nessuna riflessione sensata sul femminile può essere condotta indipendentemente dall’eaborazione sul posto e sulla funzione del padre contemporaneo; la questione “che cos’è una donna?” appare dunque solidale alla questione: “che cos’è un padre?”…La partita si gioca sull’accesso alla posizione di donna della ragazza e sui pericoli dell’annientamento del suo destino femminile. Ed è manifestamente proprio contro la possibilità di un tale annientamento che questo libro è stato scritto.”
QUI_EST_MECHANTE_4e

Per leggere la prefazione di Jean-Pierre Winter tradotta in italiano pubblicata da: Lettera di Alipsi

Per leggerne qualche pagina


Rassegna stampa francese

Chi è la più cattiva del reame? Figlie, madri, matrigne nelle nuove famiglie et al./Edizioni, 2012

Le cose, per le famiglie, sono cambiate. Nelle famiglie multiple le matrigne non sono più, come una volta,
le spose di un uomo vedovo, e non hanno, come spesso si crede, il ruolo di una zia, una baby sitter, una “fidanzata di papà”. Se la matrigna delle favole, come insegna la psicoanalisi, non è altro che la parte oscura e minacciosa della madre, la nuova figura di matrigna sembra piuttosto occupare una posizione più simbolica
e meno simbiotica di quella materna. Che cosa accade nella relazione madre-figlia quando esiste un’altra figura femminile investita di un ruolo di cura? Quali sono i legami che nascono tra la matrigna e la figlia del partner?
E, soprattutto, come cambia, in presenza di una matrigna, la classica relazione madre-figlia?
In queste nuove condizioni come si modifica, per una figlia, il modo di separarsi dalla madre biologica e fare così il suo cammino di donna? Questo libro, un vero e proprio manifesto delle nuove madri e dei nuovi padri, indaga la natura dei legami – spesso inattesi – che emergono nelle nuove famiglie. E lo fa con una buona dose di intelligenza e di empatia e la capacità di rendere visibili e comprensibili le situazioni aggrovigliate nelle quali viviamo e sulle quali ci interroghiamo.
La figura materna e le sue ombre sono le protagoniste, poiché, non dimentichiamolo, la matrigna è anche madre: mai come ora sembra urgente stimolare un pensiero critico intorno a questa figura adulta, che occupa un terzo posto nell’orizzonte familiare, nella no- mother land in cui troppo spesso viene confinata.

Euro 15
oppure 9,99 in ebook

Rassegna Stampa Italiana:

Recensione su Io Donna allegato al Corriere della Sera del 19 maggio 2012
Intervista a Radio Capital dell’8 maggio 2012 (4 minuti)
Articolo su Confidenze del 27 giugno 2012
Intervista sul blog TipiTosti 23 luglio 2012
Intervista su Famiglia Cristiana del 5 agosto 2012
Recensione su Libero.it Affari italiani
Recensione sul blog Rapsodia. Rete di psicanalisi, arte, vocalità
Recensione sul blog PinkRoma
Recensione su La Sesia Giornale di Vercelli
Recensione sul blog Periodo fertile
Recensione sul blog Libri e Parole

A nuda voce. Antigone Edizioni

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Voci smarrite. Antigone Edizioni.

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